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Un omaggio per tutti gli utenti da parte di AltraMusa: l’ebook gratuito del libro “L’alchimista” di Paulo Coelho. Per scaricare il file fare click su:http://www.altramusa.com/ cerca il pdf corrispondente e poi con il tasto destro del mouse e poi selezionare l’opzione “salva oggetto…”, oppure “salva come…”. In alternativa, si può cliccare col tasto sinistro del mouse, visualizzare il documento e poi salvarlo tramite Adobe Acrobat Reader.
P.s. Ovviamente, non si tratta di una copia pirata, ma di quella – oramai difficile da reperire – diffusa ufficialmente dallo stesso grande scrittore brasiliano: dopo aver constatato che in Russia, grazie alla versione scaricabile da Internet, le copie vendute de “L’alchimista” sono passate da circa 30.000 ad alcuni milioni, Coelho impose alle sue case editrici di creare versioni che potessere essere liberamente distribuite e lette sul web.
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Ho capito quel che andava capito,
tutte le tue impossibilità organizzative
il bene, il brutto, la morte.
Strutturare l’imbroglio fu facile all’inizio
Romanzare il discorso, meno.
la virgola spaziale non sempre lo sostenne.
Strattonato e ferito il crepuscolare impegno
si spense, morì, s’uccise, o forse si immolò di sua mano.
Ma insaziabile restava la mia fame dei tuoi bei stivali neri
sempre abbisognosi di misteri,
di nuovi argini da calpestare.
Guardo il mare,
bestia che si mescola nel violento, flutto
che fora fogli e scritture liquefacendo i progetti
comuni, e graffiti con grafo costante.
Allegorie come romanze
penzolano delle mie piccole nocche desolate e bianche.
Lo sai,
Il dissidio dello scoglio e dell’alga è storia comune
muore il senso, la costanza, l’amore, prima o dopo.
Eravamo anime insurrezionali, noi?
Ora viviamo con scarsa vanità l’ombra e lo specchio
dell’ombra,
e sul dorso incallito sempre ci scorre
l’istinto e la fuga.
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Falene attorno al lampione,
migrazioni, sciami di stelle in cielo
e 25° d’estate nell’aria.
A scapole esposte
si nebulizza la rugiada silenziosa
su questa pelle affranta, solitaria e tirata,
…quasi non sembra la mia.
Dialogo coi miei due cuori insignificanti
e la luna, che scende fin qui
srotola le sue bianche bave
come vascelli irridescenti.
Questo nero, che è nero, di un nero esposto
-biblico nelle sue grandezze, denso-
mi beve a grandi sorsi: per favore portatelo via
portatelo via, via…
o domani, non vi sarà alcun domani
che m’aspetta.
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*
La luna sta notte è piccina piccina;
poche nuvole dagli aliti antichi
sospirando le vanno incontro.
L’orologio è degli anni ‘50
tossisce ticchettii regolari
virgolando il silenzio.
tic..tac, tic…tac
Quanti fotogrammi notturni,
quanti anni passati, consumati,
sprecati.
La vita è una gemma
e io la incrino con un diamante
da quattro soldi.
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Forse andrò via… forse.
Non disturberò la tua sobria coscienza
con questo mio pensarti.
Non impegnerò la mente con gli antichi dilemmi
sulla tua rotta spettacolare.
Che vuoi che siano le mie parole,
se non rami secchi seccati sulla sabbia.
Ora, avrò certo più fortuna,
e…se sarò buona e saggia, avrò orbite
luminose. Sarò più attraente.
Del canestro delle ambiguità passate
diverrò regina. Lascia la mia mano…ora
riposa, riguardati…
i canti e i carmi finiscono qui.
Non sai e non saprai mai, ch’io veramente fossi.
—————
Quizás me iré… quizás.
No molestaré tu sobria conciencia
con este mío pensarte.
No empeñaré la mente con antiguos dilemas
sobre tu ruta espectacular.
Qué quieres que sean mis palabras,
ramas secas tiradas sobre la arena?.
Ahora, tendré ciertamente más suerte,
y… si fuera buena y sabia, tendré órbitas
luminosas. Seré más atractiva.
En la canasta de las ambigüedades pasadas
seré reina. Deja mi mano… ahora
descansa, cuídate…
los cantos y los poemas acaban aquí.
No sabes y no sabrás nunca, que hay realmente fuera.
***
Grazie a GiunoneGiove per l’ottima traduzione.
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Non c’e più nulla di vivo
nessun ancoraggio, nessuna isola felice
nel mio mondo.
L’accesso è stato murato
da parole sagge e sincere
deflagrazione di cellule e salive
voci alte; urla…
E io, che vedevo tutto il bene del mondo
nascosto sotto la tua pelle
morire,
slacciavo catene e ancore pesantissime
sperando nel fiato dell’estate
mentre la deriva
era già qui.
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