Non poterne più…
la serenità, il riso, il gioco, non mi appartengono.
Ecco… percepisco una mano nel petto:
le unghie, la forza, lo strappo… via.
Ecco… percepisco un dolore a macchia
che desolato si spande.
La serenità, il riso, il gioco, l’amore, non mi appartengono.
Si… percepisco il sudore di tutte le notti insonni
le lenzuola stagne, i capelli bagnati
e le lacrime bollenti, a rigare.
Non poterne più…
la serenità, il riso, il gioco e di questa vita…
che mia, m’appartiene.



bellissima