Falene attorno al lampione,
migrazioni, sciami di stelle in cielo
e 25° d’estate nell’aria.
A scapole esposte
si nebulizza la rugiada silenziosa
su questa pelle affranta, solitaria e tirata,
…quasi non sembra la mia.
Dialogo coi miei due cuori insignificanti
e la luna, che scende fin qui
srotola le sue bianche bave
come vascelli irridescenti.
Questo nero, che è nero, di un nero esposto
-biblico nelle sue grandezze, denso-
mi beve a grandi sorsi: per favore portatelo via
portatelo via, via…
o domani, non vi sarà alcun domani
che m’aspetta.




